Uluru, la roccia che vive...
Uluru National Park: un'area del centro rosso australiano che nel 1986 ritorna ai proprietari tradizionali aborigeni delle tribù Pitjantjatjara e Yankunytjatjara, conosciute anche come Anangu. Un'area nota con il nome di Ayers Rock dove si trovano due tra i luoghi di culto più importanti del mondo aborigeno: il monolito di Uluru e i monti Kata-Tjuta (per gli occidentali Monti Olgas). Luoghi che sono diventati meta obbligata per i turisti di tutto il mondo per la bellezza dei paesaggi ma anche per tutto quello che racchiudono spiritualmente, almeno per quei “minga” (formiche, come gli aborigeni chiamano i turisti...) che vogliono andare oltre l'apparenza. Uluru, il monolito rosso, è uno dei luoghi della creazione dove i grandi antenati diedero vita alle cose, dove la prima battaglia fra il bene e il male fu combattuta. Ma è ed è stato, molto prosaicamente, anche riparo, fonte di vita e luogo d'incontro per generazioni di Anangu. Molte sue aree sono tabù, accessibili solo agli adepti, come parte delle sue storie e come la scalata, che sconsigliamo assolutamente proprio perchè offende le tradizioni culturali dei proprietari tradizionali. Il luogo sacro di Kata-Tjuta è ancora più misterioso, perchè nulla si sa dei miti celati da queste formazioni rocciose. Se ne conosce solo il significato della parola, cioè “molte teste”. Vedere e vivere Uluru e Kata-Tjuta vuol dire respirare e apprendere la cultura aborigena. Andare oltre la facciata vuol dire immergersi in un mondo magico e nella straordinaria cultura di un popolo rispettoso e fiero. Vi invitiamo a vivere le visite a questi luoghi non solo per ammirarne la ineguagliabile bellezza dei paesaggi ma per respirare e apprendere usi e costume degli antichi abitanti del continente, che qui traspira attraverso Uluru, la roccia che vive. “Questa è Uluru, terra aborigena, e siete benvenuti. Guardate e imparate a capire le genti aborigene...capite che la cultura aborigena è viva e forte...”
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